venerdì 1 giugno 2012

La Naiade



















Erica racconta                                                               Erica says
La Naiade                                                                      The Naiad of
di Villa Marboni (altro scorcio)                                   Villa Marboni
danza di notte                                                               Dance in the night
e così spazza via foglie                                                 And so sweeps away leaves
abbevera alberi e piante                                             Watering trees and plants
riempie giare                                                                Filled jars
avvera desideri                                                             Wishes come true

martedì 29 maggio 2012

Domenica pomeriggio


I giorni
qualche volta
si contano
e qualche volta
si pesano

E. Gilbert

mercoledì 23 maggio 2012

Villa Marboni

È un angolo nascosto di città.
E’ come incantato. Cancelli sempre chiusi, giardino lasciato prosperare da se.
Affollato da gazze ladre, colombi, passerotti, civette di città che non vedi, li senti.

Sono loro che mi raccontano di atmosfere che cambiano di stagione in stagione,
dei fantasmi dietro quelle tapparelle sempre abbassate,
delle statuine che di notte rivivono dentro lo spazio definito dalle inferriate arrugginite.
Il nostro amico Pinocchio esagera sempre,
dice che è una casa abbandonata nel bosco,
e che se entri in quel bosco e tocchi anche solo una foglia
rimpicciolisci e rimani pietrificato.


It is a hidden corner of the city.
It 's like enchanted. Gates closed always, from the garden if allowed to prosper.
Crowded with magpies, pigeons, sparrows, owls can not see the city, you hear them.

It is they who tell me of moods that change from season to season,
ghosts behind those blinds always drawn,
littel statues that come alive at night within the space defined by the rusty iron bars.

Our friend Pinocchio always exaggerates,
says it's an abandoned house in the wood,
and that if you go in that wood and touch even a leaf
scale down and stay petrified.

lunedì 14 maggio 2012

Nel giardino di Celestino


Ieri mattina passeggiata nel giardino di Celestino...

un'oca mi ha detto:
sarai come una calamita,
informazioni preziose 
arriveranno da fonti inaspettate.


A duck told me
- you'll be a magnet
for valuable information
that will come
from unexpected
sources.

martedì 8 maggio 2012

Beltane e altri misteri







Giardino dell'Orco
Lago d'Averno
Pozzuoli
Napoli





Grotta della Sibilla e Tempio d'Apollo
Mettevi comodi, vi racconto una storia

Domenica 29 maggio 2012.

Lago d’Averno, Pozzuoli - Napoli.


Beltane e altri misteri.


Lo avevamo chiamato il “ponte del 1° maggio” e il fatto che ci fosse di mezzo la parola ponte doveva farmi riconoscere il presagio.

Una scappata a Napoli, per stare in famiglia. Diventato un piccolo, misterioso viaggio. Un viaggio nel viaggio.

Mia sorella Saria - Le Rò - espone i suoi lavori in Raku, singolare ceramica giapponese, al Mercatino di Artigianato al Giardino dell’Orco (Lago d’Averno).

Ogni oggetto fatto a mano ha una sua storia, fatta di passioni e di maestria.

C’era scritto così sull’invito al Mercatino che girava in rete nei giorni scorsi. E mi è piaciuta l’idea: compri un oggetto e il suo passaggio di luogo in luogo fa la sua storia più intricata e complessa.

Allora si sta lì tutto il giorno, all’aperto, a fare anche il PicNic.

Fiori d’arancio, bianco, arancio e verde tutto intorno.
Voci leggere di chi riposa al sole.
Grida di ragazzini che giocano a pallone proprio accanto a Frankenfisch, di Vincenzo Maione.

Siamo nel pieno della Settima Edizione di “Bussate alla porte degli inferi”.
Overo: il lago vi incanterà con le sue storie, le sue tradizioni e la sua gente.

Ecco.

Quando ho visto il manifesto del progetto che ha portato Vincenzo a realizzare quest’opera, un pesce mutante in legno e materiale riciclato, tutto si è fermato per un secondo e ho compreso di essere in un luogo e in un tempo sacro.

Il lago - il luogo - giace in un vulcano spento. I greci l’avevano chiamato Avernum. Su una sponda, quello che resta del tempio di Apollo, sull’altra la Grotta della Sibilla. Antico sito di culto, dei morti, dell’inferno, delle profezie.

Domani - il tempo - è l’ultimo giorno del mese di aprile. Calendimaggio, anticamente Beltane. I nostri antenati aspettavano la vigilia di maggio per festeggiare la rinascita, la rigenerazione. Chiedevano, ballando tra devozione e rito, alle streghe, ai morti, ai loro avi di lasciar posto alla vita, alla luce, alle essenze della Terra e della Natura ormai risvegliate dall’inverno, pronte ad esplodere nei colori e nei sapori dell’estate.

 

Sono le tre del pomeriggio, andiamo a vedere se si può visitare la Grotta della Sibilla poco distante dal Giardino.
Il vialetto che porta alla porta d’ingresso della Grotta è buio d’ombra di castagni, ginestre e pini marittimi.

Nonna Lucia dice meglio non inoltrarsi. Io non resisto. Procedo con al seguito Erica, Gaia e Alessandro.

Il tratto è breve.
Il cancello è chiuso.

Restiamo affascinati dal bagliore dei verdi e inchiodati davanti al nero dietro le sbarre del cancello di Sibilla.
Urliamo! Si urliamo!

Sibillaaaa? Sibillaaaaa?

Niente.
Zero risposta. Eppure è un silenzio divertito.

Magari è li che ride.

Come volete ch’io vi risponda.
Sono si immortale ma sì raggrinzita dal tempo che nemmeno mi si vede.
Nondimeno accolgo i saluti vostri, bella, piccola congrega.
Che cielo e stelle assistano il vostro passaggio in queste terre.

Al prossimo tramonto

Mi è venuta in mente la mia Amica Rita, e i nostri pomeriggi in cerca di risposte che Sibilla ha scandito a ritmo di vento.

Torniamo al Giardino.
Erica gioca con la Terra.
Cantiamo le canzoni di Peppe Barra e facciamo la vendemmia con le arance.
Aspettiamo il tramonto.
Che bella giornata.
È la nostra Beltane.

Prima di andare acquisto una piccola tazza in Raku che riporta una citazione di Orazio “nullus in orbe sinus Baiis praelucent amoenis”

Ora che sono a casa ci ho trovato dentro una buccia di arancia e le domande di sempre. Ma sento di essere parte di un processo, di essere io stessa un ponte con le origini.

Se resto in ascolto, in contatto, con la sostanza silenziosa della mia mente-cuore, il destino mi sembra una faccenda leggera.
Gli antenati sopravvivono intenti a tessere le tele necessarie. Non c’è motivo di preoccuparsi ancora.


Un filo mi tiene legata a Sibilla, alle mie radici e a questo viaggio che non finisce qui.

Se vi va, vi aspetto al prossimo tramonto.

Maria Bonelli
 
P.S. Non è trascorso molto tempo quando Antonello mi propone: metà maggio, seminario del più importante insegnante francese della tradizione kagyupa del buddhismo tibetano. Lama Denys Rinpoche sarà in Umbria, e precisamente Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
E dai. Che coincidenza! Fosse che andiamo fin lassù e la incontriamo?



venerdì 27 aprile 2012

Dentro_fuori

buttarcisi dentro!

Usually,
the fastest way
to come out from something
is to jump
into it.

giovedì 19 aprile 2012

La natura della mente

Mente-Cuore.
La sua essenza è vuota.
Vuota che cade nel gelo.
E nella grazia.

Lettori fissi